Se siete finiti qui è perché anche voi, guardando Jujutsu Kaisen, vi siete fermati su quella scena: Gojo che arriva tutto contento con una busta di mochi di Sendai! Ecco, oggi trasformiamo quella scena in qualcosa che potete davvero assaggiare!
Partiamo dalle basi: i kikufuku sono un dolce tradizionale della prefettura di Miyagi, in Giappone, patria del capoluogo Sendai (dov’è cresciuto il buon Itadori!). Non è un caso che Gege Akutami abbia scelto proprio questo dettaglio per il suo personaggio più iconico: i mochi di Sendai sono un vanto locale, e citarli è un omaggio all’identità regionale.
La vera protagonista di questa ricetta è la crema zunda: una purea di edamame dolce e vellutata che avvolge il mochi come un abbraccio. Prepararla in casa richiede pochissimi ingredienti, ma qualche accorgimento fa davvero la differenza.
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Gli ingredienti: cosa vi serve per preparare i kikufuku
Per realizzare i kikufuku non avrete bisogno di una spesa infinita né di ingredienti introvabili: la parte più “esotica” della lista è probabilmente l’edamame, che ormai trovate facilmente surgelato in quasi tutti i supermercati ben forniti o nei negozi etnici. La base del mochi si costruisce con farina di riso glutinoso (shiratamako o mochiko), zucchero e acqua, un impasto che una volta cotto diventa elastico, la consistenza tipica di questi dolci giapponesi. Il ripieno, invece, è affidato alla crema zunda, ottenuta frullando gli edamame lessati insieme a zucchero e un pizzico di sale, fino a ottenere una purea liscia e di un verde.
Gli edamame sono semi di soia ancora immaturi, raccolti quando il baccello è verde e tenero: in Giappone si mangiano da soli come snack salato, ma la loro naturale dolcezza e cremosità li rende perfetti anche in versione dessert, come dimostra proprio la tradizione di Sendai. Sono ricchi di proteine vegetali e hanno un sapore delicato che si sposa benissimo con lo zucchero, senza risultare stucchevoli.
I trucchi per la buona riuscita della ricetta
Il primo trucco riguarda l’impasto del mochi: va cotto a fiamma bassissima, mescolando di continuo, per evitare grumi e bruciature sul fondo. Se lo lavorate ancora caldo (proteggendo le mani con acqua fredda o amido di riso), sarà molto più facile da modellare senza che si attacchi ovunque. Per la crema zunda, invece, il segreto è frullare gli edamame ancora tiepidi: si amalgamano meglio e la consistenza finale risulta più cremosa e omogenea. Se la crema dovesse risultare troppo densa, basta aggiungere un cucchiaio di acqua di cottura degli edamame, un po’ alla volta, fino a raggiungere la texture desiderata: liscia, ma abbastanza soda da avvolgere il mochi senza colare.
Gli strumenti fondamentali per la ricetta
Per portare a termine questa ricetta senza intoppi vi conviene avere a portata di mano un pentolino antiaderente per cuocere l’impasto del mochi a fiamma bassa, una spatola resistente al calore (il mochi è appiccicoso e metterebbe a dura prova qualsiasi cucchiaio di legno sottile), un mixer o un frullatore a immersione per ridurre gli edamame in crema liscia, e una ciotola capiente per lavorare l’impasto una volta cotto. Non dimenticate l’amido di riso o la fecola di patate, utili per infarinare il piano di lavoro e le mani: senza questo accorgimento, modellare i mochi diventerebbe un’impresa quasi impossibile. Una pellicola trasparente o un canovaccio umido torneranno utili per coprire l’impasto tra una lavorazione e l’altra, evitando che si secchi troppo in fretta.
L’anime.
Per chi si fosse avvicinato alla serie solo per questa ricetta (capita, e non giudichiamo), Jujutsu Kaisen è un anime e manga creato da Gege Akutami che racconta il mondo degli stregoni, capaci di manipolare l’energia maledetta generata dalle emozioni negative umane per combattere creature note come maledizioni. Il protagonista, Yuji Itadori, si ritrova invischiato in questo mondo dopo aver ingerito un dito maledetto appartenuto a Ryomen Sukuna, uno dei demoni più potenti mai esistiti. Al suo fianco troviamo Gojo Satoru, insegnante della scuola di stregoneria di Tokyo e stregone più forte della sua epoca, riconoscibile dalla benda (o dagli occhiali da sole) che copre i suoi occhi e da un carisma fuori scala.
Altre ricette:
- DifficoltàMedia
- Tempo di preparazione15 Minuti
- Tempo di riposo30 Minuti
- Tempo di cottura15 Minuti
- Porzioni12Pezzi
- CucinaGiapponese
Ingredienti
Per il ripieno.
Per i mochi.
Strumenti
Passaggi
Per prima cosa, se utilizzate degli edamame crudi, cuocete i 400 gr di edamame in abbondante acqua bollente non salata. Scolate e lasciate raffreddare, poi spellate i singoli fagioli.
Sistemateli in un frullatore o un robot da cucina e frullateli con 3 cucchiai di acqua.
Versate il composto ottenuto in una padella e aggiungete 50 gr di zucchero. Cuocete a fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto, fino a quando non avrete ottenuto una pasta asciutta e ben compatta. Una volta ottenuta, lasciate raffreddare perfettamente.
In un’altra padella, versate 90 gr di farina di riso glutinoso (farina mochiko o shiratamako), 20 gr di amido di mais, 60 gr di zucchero e 180 ml di latte. Accendete la fiamma, bassa, e, mescolando sempre, lavorate fino a quando non avrete ottenuto una pasta compatta. Vi accorgerete che è pronto perché l’impasto si staccherà facilmente dai bordi della padella.
Aggiungete 10 gr di burro e mescolate velocemente: questo servirà per rendere meno appiccicoso e più facilmente lavorabile l’impasto. Lasciate raffreddare qualche minuto.
Nel frattempo, montate a neve 220 ml di panna fresca. Potete aggiungere i rimanenti 140 gr di zucchero. Tenete da parte.
Distribuite dell’amido di mais su una superficie piana ben pulita e iniziate a lavorare l’impasto dei mochi, fino a quando non sarà diventato freddo e ben elastico.
Stendete l’impasto fino allo spessore di 4-5 mm. Potete o ricavare dei cerchi di 9 cm di diametro oppure creare dei piccoli quadrati.
Riprendete l’impasto di edamame e dividetelo in 12 parti. Formate delle palline e, con il pollice o un cucchiaino, create un foro al centro.
Versate la panna al centro di questo foro (per aiutarvi, potete utilizzare una sac à poche) e poi sistemate la pallina al centro dell’impasto dei mochi.
Conservazione
I kikufuku si conservano al meglio in frigorifero, ben chiusi in un contenitore ermetico, per un massimo di due giorni: essendo a base di riso glutinoso, tendono a indurirsi rapidamente e a perdere la loro consistenza morbida, quindi è consigliabile consumarli il prima possibile. Se volete prepararli in anticipo, potete congelare i mochi non farciti e assemblarli con la crema zunda fresca al momento del consumo.
FAQ (Domande e Risposte)
Che cos’è la zunda?
La zunda è una crema dolce originaria della prefettura di Miyagi, in Giappone, preparata frullando edamame lessati insieme a zucchero e un pizzico di sale fino a ottenere una purea liscia e vellutata di colore verde brillante. Viene utilizzata soprattutto come ripieno o farcitura per dolci tradizionali come i kikufuku, ma anche per condire mochi, dorayaki e persino gelati. Il suo sapore è delicatamente dolce, con una nota vegetale che la rende diversa da altre creme più comuni a base di fagioli rossi (come l’anko).
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