C’è una torta che non sembra reale. Che trema quando la toccate, che si gonfia nel forno come un piccolo miracolo, che scioglie tutto ciò che tocca. È la ricetta della cheesecake giapponese, conosciuta anche come japanese cotton cake o cotton cheesecake giapponese — e una volta che l’avrete assaggiata, capirete perché il mondo intero ne è ossessionato!
La ricetta cotton cake giapponese ha conquistato il web negli ultimi anni, diventando una delle preparazioni più ricercate dai foodblogger e dagli appassionati di pasticceria orientale. E non è difficile capire perché: la torta giapponese è un ibrido perfetto tra una cheesecake cremosa e un soufflé vaporoso, con una consistenza così leggera da sembrare letteralmente una nuvola.
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La particolarità della torta d’albumi giapponese — perché è proprio da lì che arriva tutta quella sofficità — sta nella meringa: gli albumi montati vengono incorporati delicatamente nell’impasto di cream cheese, creando una struttura ariosa che in cottura si trasforma. Il risultato è una cheesecake cotta che non ha nulla a che vedere con le classiche cheesecake americane: qui si cuoce in forno, a bagnomaria, con pazienza.
Di cosa avete bisogno?
Per preparare questa cotton cake giapponese non serve una dispensa elaborata, ma è fondamentale che ogni ingrediente sia di qualità. Il protagonista assoluto è il formaggio spalmabile: sceglietene uno intero, non light, che garantisce quella cremosità avvolgente e quel sapore leggermente acidulo che bilancia la dolcezza della torta. Accanto a lui, il burro (rigorosamente non salato) e il latte intero formano la base grassa dell’impasto — tre elementi che, sciolti insieme a bagnomaria, diventano una crema liscia e vellutata.
Le uova sono il cuore pulsante di questa ricetta: i tuorli vanno incorporati alla crema di formaggio, mentre gli albumi — con qualche goccia di succo di limone — vengono montati per creare quella meringa leggera che dà alla torta la sua anima soffice. Senza una meringa ben montata, non si ottiene la consistenza nuvola che rende questa torta così speciale.
Per la struttura dell’impasto si usa una piccola quantità di farina 00 (o fecola di patate per una versione senza glutine) insieme a maizena, che aiuta a stabilizzare l’impasto senza appesantirlo. Lo zucchero semolato garantisce una dolcezza delicata, mai stucchevole. Infine, qualche goccia di estratto di vaniglia e la scorza di limone profumano l’impasto con eleganza.
I trucchi per una buona riuscita
La torta giapponese fluffy è una preparazione tecnica, ma non impossibile. Ecco i segreti che fanno davvero la differenza:
Temperatura degli ingredienti. Tutti gli ingredienti — cream cheese, uova, burro, latte — devono essere a temperatura ambiente prima di iniziare. Ingredienti freddi creano grumi e compromettono la riuscita dell’impasto.
La meringa è tutto. Gli albumi vanno montati fino al cosiddetto becco d’uccello: la meringa deve essere lucida, stabile, ma non troppo soda. Una meringa eccessivamente rigida si incorpora male e crea grumi nell’impasto; una troppo morbida non sorregge la struttura della torta.
Incorporate delicatamente. Usate una spatola in silicone e movimenti dal basso verso l’alto, come per un soufflé. Non mescolate mai con fretta: ogni gesto brusco distrugge le bolle d’aria che rendono la torta leggera.
Il bagnomaria è obbligatorio. La cottura indiretta protegge la torta da sbalzi di temperatura, evita che la superficie si crepi e assicura una cottura uniforme e lenta. Non saltate mai questo passaggio.
Non aprite il forno. Durante i primi 40 minuti di cottura, resistete alla tentazione. Il brusco sbalzo di temperatura farebbe collassare la torta.
Gli strumenti necessari.
La cheesecake cotta giapponese richiede pochi ma specifici strumenti. Prima di iniziare, assicuratevi di avere una tortiera alta: io ho scelto quella da 12 cm, ma potete raddoppiare le dosi e quindi anche le dimensioni della teglia. Fondamentale è l’altezza. Negli strumenti trovate quella da usare, cioè una tortiera con almeno 10 cm di altezza. Ma non temete: potete utilizzarne anche una più bassa con un piccolo trucco che vi spiegherò più avanti!
Casseruola e ciotola in vetro o acciaio per il bagnomaria: servono per sciogliere il formaggio spalmabile, burro e latte senza riscaldare troppo gli ingredienti. La ciotola non deve toccare l’acqua bollente!
Planetaria o fruste elettriche: essenziali per montare gli albumi a neve ferma. A mano è quasi impossibile ottenere la consistenza giusta.
Spatola in silicone a lama larga: per incorporare la meringa senza smontarla.
Termometro da forno: molti forni segnano temperature non precise. Conoscere la temperatura reale vi aiuterà ad evitare una cottura eccessiva o insufficiente.
Teglia profonda per il bagnomaria: deve contenere la tortiera con almeno 2-3 cm di acqua calda intorno.
L’anime.
Siamo nel 2003 e per la prima volta il mondo scopre che il Giappone non produe solo cartoni per bambini (cosa comunque sbagliata): Hayao MIyazaki porta a casa il suo primo oscar per il capolavoro La città incantata (Spirited Away).
La storia di Chihiro, le sue avventure per salvare i suoi genitori dall’essere mangiati, la porteranno a dimenticare il suo nome, il mondo degli umani e tutto ciò che era la sua infanzia per lavorare nel famoso hotel per spiriti della malvagia maga Yubaba.
Aiutata da Haku, un giovane mago e spirito e da altri personaggi, Chihiro – Sen riuscirà a svolgere il suo compito e salvare i suoi genitori.
All’interno di questo meraviglioso anime ci sono un sacco di cibi. Questo dolce compare verso la fine del film, quando Chihiro si reca dalla sorella di Yubaba, Zeniba.
Altre ricette:
- DifficoltàDifficile
- Tempo di preparazione20 Minuti
- Tempo di riposo3 Ore
- Tempo di cottura1 Ora 15 Minuti
- Porzioni1Pezzo
- CucinaGiapponese
Ingredienti
Strumenti
Passaggi
Preparare il cheesecake giapponese non è facilissimo ma, seguendo attentanmente questi passaggi, riuscirete a cavarvela!
Per prima cosa, munitevi di una ciotola adatta al bagnomaria e versateci all’interno 100 gr di formaggio spalmabile, 35 gr di burro fatto a pezzi e 75 ml di latte a temperatura ambiente. Sistemate una pentola con almeno un paio di dita d’acqua su un fornello e, a fiamma bassa, iniziate a riscaldare l’acqua. Sistemate la ciotola con gli ingredienti sulla pentola (fate attenzione che non si muove troppo, ma che agganci perfettamente, così da rendere tutto più semplice) e mescolate con una frusta, fino a quando non si saranno perfettamente amalgamati tra di loro.
Togliete la ciotola dalla pentola e lasciate raffreddare perfettamente.
Quando l’impasto sarà freddo, unite 25 gr di farina 00 e 10 gr di amido di mais, ben setacciati e mescolate con le fruste.
A questo punto, preriscaldate il forno a 190°.
Dividete due uova: in una ciotola ponete gli albumi e nell’altra i tuorli. Aggiungete i tuorli al composto di formaggio e farina e lavorate con le fruste fino a quando non si saranno amalgamati per bene.
A questo punto, con un colino ben capiente, filtrate il composto.
Unite 1 cucchiaino di essenza di vaniglia e la buccia grattugiata di un quarto di limone (o di più, se lo desiderate più “limonoso”).
Montate i due albumi, aggiungendo 1 cucchiaino di succo di limone (per stabilizzare, ma anche per eliminare il sapore di “frittata” che molti dicono che questo dolce abbia!) e 40 gr di zucchero, da aggiungere in 3 volte.
Gli albumi non dovranno essere montati a neve, ma a meringa: in pasticceria si chiama spesso anche montatura “a becco d’uccello”. Quando sollevate le fruste dalla ciotola, l’albume deve formare una punta che non resta dritta, ma si piega dolcemente di lato, proprio come il becco di un uccellino (o più semplicemente, come una J). La consistenza visiva deve ricordare quella della schiuma da barba.
Quagliatrucco: se la monti troppo (neve ferma), gli albumi creano dei “blocchi” duri difficili da amalgamare al composto di formaggio e, faranno sollevare troppo velocemente l’impasto in cottura che collasserà su sé stesso (non avendo troppa farina a sostenere il tutto). Altrimenti, per incorporarli bisognerà lavorare moltissimo l’impasto che smonterà il tutto.
Versate un terzo della meringa all’interno del composto di uova e formaggio e, con una spatola, mescolate con movimenti dall’alto verso il basso, in modo da incorporare aria. Una volta che si saranno ben amalgamati, versate questo composto su quello di albumi e continuate a mescolare con movimenti dall’alto verso il basso fino a quando non si saranno amalgamati del tutto.
Prendete uno stampo da 12 cm di diametro e 10 cm di altezza. Spennellate con del burro morbido e, con molta pazienza, foderate tutta la teglia con della carta forno.
Versate tutto l’impasto all’interno della teglia e, con un bastoncino, disegnate degli 8 all’interno dell’impasto, in modo da andare ad amalgamare il tutto ed eliminare eventuali bolle d’aria troppo grandi.
Sistemate la teglia con l’impasto in una con i bordi alti. Riscaldate acqua a sufficienza a ricoprire il fondo della teglia: dovrete rifare una cottura a bagnomaria. La temperatura dell’acqua da aggiungere non deve superare i 100°, quindi non fatela bollire prima di aggiungerla.
Quagliatrucco: nel caso non abbiate una teglia abbastanza alta, potete utilizzare anche una classica teglia da 12 cm di diametro e altezza tra i 6 e i 7 cm. Sarà un po’ più complesso, ma non temete: rivestite i bordi con della carta forno più alta di 3 cm rispetto al bordo, incollandola con il burro e premendo con decisione per farla aderire. Sul fondo, nella parte esterna, andate a sistemare della carta stagnola e sigillate per bene, in modo che la torta sia ben protetta.
Ponete le due teglie nella parte centrale del forno. Il forno dev’essere già preriscaldato a 190°. Cuocete la torta a 190° per 15 minuti. Abbassate, poi, la fiamma a 130 gradi e fate cuocere per altri 50 minuti o fino a quando la superficie non si sarà dorata.
Anche con questa torta potete fare la prova stuzzicadenti: se esce asciutto, è cotta!
A questo punto, con attenzione, estraete la teglia dal bagnomaria e asciugatela con attenzione. Estraete dalla teglia, con delicatezza e decidete se servirla calda o dopo averla fatta raffreddare per almeno 1 ora.
Conservazione
La torta giapponese morbida si conserva in frigorifero, coperta con pellicola trasparente o in un contenitore ermetico, per 2-3 giorni. È importante non lasciarla a temperatura ambiente troppo a lungo: la presenza del formaggio spalmabile richiede il freddo.
Prima di servirla, tiratela fuori dal frigorifero almeno 20-30 minuti prima: a temperatura ambiente, ritrova parte della sua morbidezza originale. Potete anche scaldarla qualche secondo nel microonde (pochissimi secondi, attenzione!) per farla tornare leggermente tiepida.
Non è adatta al congelamento: la struttura ariosa degli albumi non sopravvive al gelo senza perdere consistenza.
FAQ (Domande e Risposte)
Di cosa sa la cheesecake giapponese?
La cotton cheesecake giapponese ha un sapore delicato, cremoso e leggermente acidulo, molto diverso dalla cheesecake americana classica. Il gusto del cream cheese è presente ma mai dominante: è avvolto da una dolcezza soffice e da sentori di vaniglia e limone. La consistenza è la vera protagonista — leggera come una mousse, con una cremosità che si scioglie in bocca. Non è stucchevole né pesante: si mangia una fetta e si vorrebbe subito la seconda.
Perché la mia torta sa di uova?
Il sapore di uova è uno dei problemi più comuni con questa ricetta e di solito ha due cause principali. La prima è la cottura eccessiva: se la torta è rimasta in forno troppo a lungo o a temperatura troppo alta, le uova tendono a “cuocere troppo” sviluppando quel sapore caratteristico. La seconda causa è la qualità delle uova stesse: usate sempre uova freschissime, meglio se biologiche. Un altro rimedio è non ridurre la quantità di scorza di limone e vaniglia, che bilanciano naturalmente il sapore delle uova nell’impasto.
Posso cuocere la cheesecake giapponese senza bagnomaria?
Tecnicamente sì, ma non è consigliato. Il bagnomaria serve a creare un ambiente umido all’interno del forno che protegge la torta dagli sbalzi di calore, garantisce una cottura uniforme e soprattutto evita le crepe in superficie. Senza bagnomaria, la torta tende a cuocere troppo velocemente all’esterno, creparsi in superficie e perdere la consistenza soffice e umida che la contraddistingue. Se proprio non avete una teglia adatta, potete provare a mettere un pentolino di acqua calda sul fondo del forno per creare umidità, ma i risultati saranno inferiori.
Perché la mia cheesecake non si è dorata in superficie?
La doratura della superficie avviene nella fase finale della cottura, quando si porta il forno a una temperatura più alta (circa 200°C) per gli ultimi 5-10 minuti. Se questo passaggio è stato saltato, o se il forno non ha la funzione grill o la resistenza superiore, la torta rimarrà pallida. Potete attivare la funzione grill per un paio di minuti tenendo d’occhio la torta — basta un attimo di distrazione per passare da dorato a bruciato. Se il vostro forno tende ad essere debole, potete anche semplicemente accettare una torta poco dorata: il sapore non cambia affatto.
Posso sostituire il succo di limone negli albumi?
Sì. Il succo di limone ha la funzione di stabilizzare gli albumi durante la montatura, abbassando leggermente il pH e rendendo la meringa più stabile. In sua assenza potete usare la stessa quantità di aceto di mele bianco (il sapore è neutro e non si sente nel prodotto finito) oppure una piccola presa di cremor tartaro (circa ¼ di cucchiaino ogni 3 albumi). Se non avete nessuno di questi, potete montare gli albumi anche senza — la meringa sarà leggermente meno stabile ma comunque utilizzabile, a patto di incorporarla immediatamente e con molta delicatezza.
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