La bastarda di Istanbul, Elif Shafak


Elif Shafak

Chi è l’autrice?

Elif Shafak è nata a Strasburgo, in Francia, nel 1971, da madre diplomatica e padre filosofo, entrambi turchi. Ben presto i genitori divorziano e lei assume il cognome della madre, grazie alla quale viaggia in tutt’Europa. Il debutto letterario della Shafak è la storia Kem Gözlere Anadolu, pubblicato nel 1994. Il romanzo in questione, è del 2006. Ebbe molto successo in Turchia, dove fu accolto da una vasta acclamazione critica ed è stato a lungo nella lista per l’Orange Prize (premio letterario britannico). Il romanzo ha suscitato, però, anche molte polemiche nel paese, portando l’autrice a essere accusata di “attacco all’identità turca”.

A questo mondo, la serenità genera fortuna e la fortuna genera felicità.

La storia. la bastarda di istanbul (4)

La storia di divide in due parti: una ambientata ad Istanbul e l’altra a San Francisco. Da una parte vediamo la giovane Asya, figlia bastarda di un orgoglioso clan turco e dall’altra, Armanoush di poco più grande e figlia di immigrati armeni. Lo zio di Asya, andato negli Stati Uniti molti anni prima per studiare, è il patrigno di Armanoush, quindi la ragazza sfrutta questa “parentela” per poter compiere di nascosto un viaggio in Turchia e poter conoscere le sue radici di rifugiata armena (se non conoscete il genocidio armeno, date un’occhiata QUI). Ben presto scoprirà che la società turca è cambiata moltissimo, dimenticando molti degli errori passati e cercando di integrarsi sia con l’Asia che con l’Europa, in un’eterna lotta per essere accettati. Le due ragazze scopriranno di avere molto in comune e, grazie a molte informazioni della famiglia turca, scoprirà che sono molte le cose che uniscono armeni e turchi.

Mangia liberamente, prima che da vecchia ti venga il diabete. C’è una stagione per ogni cosa.

la bastarda di istanbul (6)Le ricette.

All’interno del libro (ne ho trascritte parecchie!) sono presenti i nomi e le descrizioni di alcuni tipici piatti turchi, armeni e greci. Ogni momento della giornata è buono per mangiare! La domenica è il giorno dove le protagoniste turche s’incontrano per poter mangiare ad una vera e propria tavola imbandita e, allo stesso modo, anche gli armeni oltreoceano sfruttano – invece, – la cena come punto d’incontro familiare. Alla fine del libro, è addirittura descritta la ricetta preferita del patrigno di Armanoush, l’ashure, un piatto dolce a base di ceci, grano e riso. I piatti spaziano da normali olive nere e verdi, uova sode, a più sconosciuti piatti come Kadin budu kofte (polpette) o dolma (peperoni verdi imbottiti). Queste ricette mi hanno piacevolmente colpita, perché moltissime erano uguali a quelle della tradizione mediterranea sia italiana che di molti altri paesi arabi. Davvero vero che la cucina unisce i popoli di tutto il mondo! (quale momento migliore di dirlo se non adesso che è appena finito Expo?)

Al contrario di quello che sostenevano i romantici, l’amore era più un percorso graduale che un’improvvisa esplosione.

Perché lo abbiamo scelto. la bastarda di istanbul (3)

Questa volta, il libro mi è stato consigliato e prestato. All’inizio sembrava un normale libro che parlasse di due ragazze, ma le varie ricette e tutto quel che ho detto fin’ora, mi hanno convinta che il libro meritasse una bella recensione e, soprattutto, meritasse di essere conosciuto! (anche se la Shafak è abbastanza rinomata).

Voi lo conoscete? Lo avete letto? O avete letto qualche sua altra opera simile da consigliare?

In questo paese c’è gente così povera che non saprebbe nemmeno che sapore ha la carne rossa se non fosse per l’elemosina dei musulmani generosi alla Festa del Sacrificio. È l’unica occasione in cui i derelitti possono fare un pasto decente. Vai a chiedere a quelle povere anime cosa vuol dire essere vegetariani. Dovresti essere grata per ogni boccone di carne che hai nel piatto, Asya, perché la carne è simbolo di ricchezza!

-Ilaria-

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30 thoughts on “La bastarda di Istanbul, Elif Shafak

  1. Mi piace sempre quando nei libri ci sono riferimenti al cibo. Lo rendono più realistico e ovviamente più piacevole. Non ho letto questo libro e sembra interessante… Comunque sul genocidio armeno ho letto La masseria delle allodole, che non mi è piaciuto molto. Ho notato invece che nei libri scritti da arabi ci sono sempre riferimenti alla cucina, anche in quelli di donne maltrattate ecc.

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